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Un successo di pubblico ieri sera a Trento per la seconda tappa del viaggio dentro l’Inferno dantesco proposto ieri sera dal biblista Gregorio Vivaldelli per iniziativa della Biblioteca diocesana, dello Stat e del Collegio Arcivescovile. In un’aula magna gremita (oltre 500 presenze) e in un clima di partecipe attenzione, per due ore esatte il docente rivano ha tratto dai primi canti dell’Inferno ricche provocazioni sul senso della vita, sul valore della libertà e sull’importanza di scelte consapevoli: “Anche nel Trecento un 4 marzo si votava e secondo Dante sono gli ignavi quelli che non vanno a votare”, ha chiosato con un riferimento all’attualità.
Molto numerosa e significativa la presenza di studenti e giovani in sala, rimasti affascinati non solo dai richiami esistenziali del testo dantesco ma anche dai riferimenti biblici e sapienziali del docente di Sacra Scrittura.