Dal libro di don Guido, 30 mila euro per Cascia

Le offerte del sacerdote (presto centenario) serviranno per la ricostruzione dell’oratorio di Cascia

Trenta mila euro sono stati donati, nei giorni scorsi, da don Guido Avi alla Caritas di Spoleto-Norcia, che li utilizzerà per ricostruire l’oratorio di Cascia distrutto dal sisma del 2016.

La somma è stata raccolta grazie alla generosità di chi, in questi mesi, ha voluto acquistare l’ultimo libro (una sorta di riconoscente autobiografia) del più anziano dei preti della diocesi, “Una gerla di storia e di provvidenza”, stampato in tremila copie e diffuso sul territorio dai parroci. “Cento anni di vita e 76 di sacerdozio coronati da quest’ opera buona”, ha commentato soddisfatto il sacerdote che il prossimo 14 febbraio compirà un secolo.

“Lo ringraziamo e gli auguriamo ogni bene – è il commento emozionato del direttore della Caritas di Spoleto-Norcia Giorgio Pallucco, raggiunto telefonicamente da radio Trentino inBlu. –  Quello che lui ha raccolto non andrà perduto, perché servirà a ricostruire una struttura importante per tutta la nostra comunità. Il terremoto si è portato via l’oratorio della parrocchia di Santa Maria della Visitazione nel comune di Cascia, la terra che ha dato i natali a Santa Rita. Dobbiamo ricostruirlo nel più breve tempo possibile, per rendere unita la comunità, a partire dalle giovani generazioni, che sono quelle più a rischio di disgregazione. Vogliamo mantenere viva la speranza di un futuro per i ragazzi e le ragazze”.

Ad un anno e mezzo del terremoto, le comunità del Centro Italia stanno faticosamente cercando di rialzarsi. “Il più grande desiderio è ritornare alla normalità – prosegue Pallucco. – Stiamo lavorando per consentire alle parrocchie di riprendere l’attività e dare così fiducia alla comunità locale che quello che c’era prima tornerà ad esserci. Non vogliamo dare l’ultima parola al terremoto”.

Grazie ai fondi raccolti dalle Caritas del Nord Est, tra cui anche quella trentina, si è cercato di rispondere ai bisogni più concreti e urgenti della popolazione. “Abbiamo donato stalle agli allevatori e magazzini agli agricoltori – conclude Pallucco – per salvare il lavoro di una vita. ”.

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