Lutero, meriti ed errori

“Il dialogo ecumenico ha permesso di superare la demonizzazione di Martin Lutero: oggi possiamo sottolinearne i grandi meriti e, anche, constatarne alcuni pesanti errori”. Ne dibattono don Marcello Farina e Luigi Sandri

Una riflessione a due voci su Lutero a cinquecento anni dalla Riforma sarà proposta martedì 5 dicembre a Cognola di Trento (Sala polifunzionale, ore 20.30) per iniziativa di una serie di realtà culturali e associative e della Parrocchia, e mercoledì 6 a Tuenno (Sala dell’oratorio, teatro parrocchiale, ore 20,30) per iniziativa dall’Assessorato alla cultura e dalla biblioteca di Ville d’Anaunia. Interverranno don Marcello Farina e il giornalista Luigi Sandri (modera Vittorino Rodaro). Qui anticipano i temi che verranno affrontati, non fermandosi al solo ricordo di un evento drammatico e lontano, ma indagando il presente per constatare da un lato che permangono difficoltà tra cattolici e luterani ma che ci sono anche risultati positivi, frutto del dialogo ecumenico avviato a partire dal Concilio Vaticano II.

Riflettere sui cinquecento anni dall’inizio della Riforma, avviata da Martin Lutero nell’ottobre del 1517, significa, in realtà, analizzare globalmente la stato della Chiesa romana nel XVI secolo: a Roma, in Germania e in Europa. Dunque, problemi teologici, questioni ecclesiali, intrecci geopolitici debbono essere analizzati in profondità per capire il Riformatore (che non voleva creare un’altra Chiesa, ma purificare, alla luce dell’Evangelo, quella del suo tempo), valutare la sua contesa con il papato e con l’impero e, infine, la nascita di una Chiesa in contrasto con quella di Roma.

Naturalmente, accanto alla Riforma, ci fu la Controriforma o, come alcuni dicono, la Riforma cattolica, che ebbe nel Concilio di Trento il suo fulcro e la sua bandiera.

Ma noi non faremo solamente il ricordo di un evento – drammatico, e però lontano: ci addentreremo nel presente, per constatare le permanenti difficoltà tra cattolici e luterani ma, anche, i grandi ed insperati risultati positivi germinati dal dialogo ecumenico, iniziato negli anni Sessanta del secolo scorso, sull’input del Concilio Vaticano II. Due, in particolare: l’accordo sulla dottrina della giustificazione – il “come” Dio, per grazia, salva in Cristo chi ha fede in Lui – firmato ad Augsburg, il 31 ottobre 1999, dalla Chiesa cattolica e dalla Federazione delle Chiese luterane; e la commemorazione congiunta dei cinquecento anni della Riforma, insieme celebrata dalle due Parti a Lund, in Svezia, presente il papa. In quella inedita circostanza, Francesco ringraziò Dio per i doni che, attraverso la Riforma, sono giunti alla Chiesa.

Affermazioni – queste – che dovrebbero rimanere scolpite nella memoria di chi sia appassionato della causa dell’unità della Chiesa che, spezzata, dovremmo cercare di ricomporre.

Il dialogo ecumenico ci ha permesso di superare la demonizzazione di Martin Lutero: oggi possiamo sottolinearne i grandi meriti e, anche, constatarne alcuni pesanti errori (ad esempio: le invettive contro gli ebrei, e contro i contadini che rivendicavano libertà).

E, se passi coraggiosi sono stati compiuti da cattolici e luterani per arrivare alla “diversità riconciliata”, altri ci attendono, per giungere alla concelebrazione della Mensa del Signore.

Nella nostra conferenza del 5 dicembre, a Cognola, e il giorno dopo a Tuenno/Ville d’Anaunia, non potremo certo esaurire una problematica complessa; ma, speriamo, arricchiti dalle domande del pubblico, capiremo meglio il passato per affrontare fiduciosi il futuro che si attende.

Don Marcello Farina

Luigi Sandri

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