L’identità europea è plurale

L’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino si considera un vero e proprio laboratorio di integrazione europea

Alpbach/Merano – La seconda edizione dell’Atelier Euregio si è tenuta in aprile a castel Tirolo sul tema delle “identità multiple in un mondo glocale”. Gli atti della due giorni saranno presentati venerdì 18 agosto, in occasione del Forum Europeo di Alpbach.

Rainer Weissengruber, ideatore dell’Atelier (fondatore del Centrum Latinitatis Europae e di Diotima Society), ne spiega la genesi: “Quando ho ideato più di due anni fa l’Atelier dell’Euregio, assieme ad amici austriaci, italiani e sudtirolesi, ciò è avvenuto anche per un’esperienza molto personale e cioè dal confronto che ho vissuto di persona tra le civiltà del Nord e del Sud, tra il mondo latino-italiano-ladino e quello tedesco-germanico, assieme a tutti gli altri elementi culturali che si manifestano tra queste due grandi civiltà. Da Kufstein a Borghetto, dall’Austria all’Italia, dalla Mitteleuropa con i suoi aspetti nordici alle porte del Sud si estende una ‘terra in montanis’ che è proprio quel Tirolo storico, ricco e variegato, che oggi stiamo riscoprendo attraverso l’Euregio”. E si chiede, con Alexander Langer – “il filosofo interculturale sudtirolese-europeo, al quale mi sembra corretto dedicare un attimo di riflessione” -: “Perché questo nostro mondo è ancora dominato dalla mania della purezza etnica e dal credo incondizionato in maggioranze dominanti?”.

“Con il tema della Brexit a dominare l’odierno dibattito politico in Europa – aggiunge Matthias Fink, Segretariato generale Euregio – anche il team di Euregio-Atelier ha ritenuto importante e necessario dedicare questa seconda edizione dell’evento a una riflessione approfondita su ciò che costituisce lo ‘spiritus connexionis’ dell’Unione Europea, sulla questione, cioè, dell’identità europea e di come le diverse identità che convivono in seno all’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino possano contribuire al suo consolidamento e ulteriore sviluppo. Del resto l’Euregio si considera un vero e proprio laboratorio di integrazione europea”.

Günther Rautz, dell’Istituto sui diritti delle minoranze dell’Eurac, è direttore scientifico dell’Atelier e curatore della pubblicazione degli atti. “Già il leader degli U2 Bono – ricorda nell’introduzione – aveva dichiarato al Congresso del Partito Popolare Europeo del 2014 che l’Europa deve trasformarsi da semplice pensiero in sentimento. Mancano dunque quegli ideali che appassionano la società. A differenza degli stati nazionali, all’Europa mancano una mitologia fondativa e dei propri simboli, perché anche il tanto decantato slogan 'Europa: progetto di pace' non è più comprensibile soprattutto per le generazioni più giovani. Inoltre tale progetto guardava soltanto a una pace interna, non all’esterno, cosa che ora l’Europa sta pagando a caro prezzo con la questione dei profughi e degli attacchi terroristici”.

Quella europea può essere un’identità plurale anche sul piano religioso (in senso lato). “Secondo Roland Benedikter, una religione civile europea costituirebbe il collante ideale per tenere insieme i cittadini. Partendo dalle religioni tradizionalmente radicate in Europa e dall’illuminismo, egli vede negli ideali di libertà-uguaglianza-fraternità il punto di partenza per un nuovo ideale di società, dove libertà sta per autorealizzazione, uguaglianza per accesso ai processi partecipativi e fraternità per solidarietà sociale”.

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