Sait, Filcams non firma l’accordo sulla mobilità volontaria

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Sait e sindacati Cisl-Fisascat e Uil-Uiltucs del Trentino hanno sottoscritto un accordo sulla mobilità volontaria. La procedura dovrebbe coinvolgere trenta lavoratori e lavoratrici del consorzio, sia dei punti vendita sia di uffici e magazzino. Lo comunica il presidente del Consorzio, Renato Dalpalù, precisando quali sono i punti salienti dell’accordo: la definizione di una somma incentivante determinata con un criterio predefinito; la prelazione a favore dei lavoratori in Cigs, che abbiano effettuato specifico percorso formativo aziendale di riqualificazione, per lo svolgimento di particolari attività presso i punti vendita del Consorzio; il versamento della quota aziendale della mutua Cooperazione Salute a favore dei lavoratori in sospensione lavorativa, con intervento della vigente Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, Cassa che ha raccolto il recente avallo da parte del ministero del Lavoro. 

L’accordo si è chiuso senza la firma della Filcams Cgil. Per il sindacato l’incentivo all’esodo, sia per come è stato strutturato sia per la sua consistenza economica, “è assolutamente inadeguato. I lavoratori che scelgono di lasciare – spiega il sindacato – avranno un incentivo economico calcolato sulla differenza tra paga base di un quarto livello e la Naspi, per un tempo massimo di 18 mesi di permanenza in disoccupazione, quindi fino ad un massimo di circa 7.500 euro. Chi avrà la fortuna di ricollocarsi subito o di mettersi in gioco nei fatti verrà penalizzato”. 
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