In pellegrinaggio al chiostro del Duomo di Bressanone, uno scrigno di arte, fede e cultura
Il chiostro del Duomo di Bressanone, forse il primo tra tutti i gioielli di pittura tardo medievale della nostra regione, è una delle mete proposte dalla Diocesi di Trento nel programma dei pellegrinaggi diocesani di una giornata, aperti anche a disabili accompagnati.
A molti probabilmente è già noto, così come la cittadina omonima che lo custodisce, ma un conto è vederlo di fretta, ammirati e stupiti dalla sovrabbondanza di immagini raffigurate e dalla vivacità dei colori, altro conto è potersi soffermare e capire il messaggio che quelle immagini trasmettono. È quello che Ospitalità Tridentina intende offrire nella giornata di giovedì 13 luglio, combinando le spiegazioni storico-artistiche da parte di una guida locale con quelle biblico-culturali che saranno fornite da don Piero Rattin, responsabile dell'Ufficio Diocesano pellegrinaggi.
Il chiostro, a quadrilatero, consta di 20 arcate con volte gotiche, 15 delle quali interamente dipinte tra il 1300 e il 1500 su commissione di vescovi o canonici dell’attiguo Duomo. Gli affreschi costituiscono un chiaro esempio di “Bibbia dei poveri”, comprensibile e accessibile nelle sue raffigurazioni anche agli analfabeti: prima di entrare in Duomo per un portale laterale (oggi murato) avevano modo di conoscere o “ripassare” la Storia della salvezza, oltre che le condizioni richieste per poter accedere degnamente alla Cattedrale.
I temi principali raffigurati negli affreschi sono tratti dai Vangeli: l’Incarnazione del Figlio di Dio, la sua Pasqua di Passione, Morte e Risurrezione, ma anche i principali insegnamenti detti in forma di parabole o similitudini trovano semplice ed eloquente espressione (come le opere di misericordia o la sorte riservata ai giusti e ai reprobi il giorno della venuta del Figlio dell’Uomo). A Maria, nelle sue eccezionali prerogative di Vergine e Madre di Dio, gli artisti hanno riservato un’attenzione del tutto particolare.
Ciò che stupisce è la familiarità con le storie bibliche dell’Antico Testamento, anche le meno note, ma che nell’insegnamento della Chiesa e nella Fede del popolo erano intese come profezie o preannunci di ciò che sarebbe accaduto alla pienezza dei tempi con Gesù Cristo (il che fa sospettare che – sul piano della cultura religiosa – la conclamata “oscurità medievale” caratterizzi piuttosto l’epoca moderna che non quei secoli passati!).
Non solo, anche l’antica cultura classica (pagana) con i suoi personaggi, miti e leggende, trova spazio in questo complesso: la tradizione cristiana del passato vi coglieva segnali e analogie che – alla luce dell’evento di Cristo – acquistavano tutt’altri significati.
Insomma, un vero e proprio tesoro tra i nostri monti. Il pellegrinaggio del 13 luglio (che si concluderà con la Messa all’Abbazia di Novacella) si presenta quale opportunità culturale e, allo stesso tempo, occasione di spiritualità.