>
Oltre 2milioni in Trentino i lavoratori in particolare del terziario come nella ristorazione e nel turismo, che avrebbero diritto ad un contratto invece vengono pagati con i buoni lavoro, strumento per prestazioni occasionali. “Significa che un lavoratore riceve 7,5 euro l’ora, non ha diritto alla disoccupazione quando termina la sua prestazione né ad altre prestazioni sociali come il diritto alle ferie, alla malattia. Così è solo un modo per risparmiare sulla pelle dei lavoratori” denuncia il sindacato. Il quesito referendario sui voucher chiede quindi l’abrogazione dei buoni lavoro e la successiva definizione di una disciplina più giusta ed equa che regoli il lavoro occasionale.
Il secondo quesito referendario chiede invece il ripristino della piena responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore. Ovvero la possibilità di assicurare la tutela dell’occupazione dei lavoratori e la loro retribuzione nei casi di cambi appalto e di contrastare la concorrenza sleale.