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Mancano pochi giorni al referendum costituzionale del 4 dicembre, in cui i cittadini italiani sono chiamati a votare a favore o meno della nuova legge che concerne “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della Costituzione”.
Ecco cosa cambia con la nuova legge. Viene abolito il bicameralismo “perfetto” o “paritario”: il potere legislativo, compresa la prerogativa di dare o negare la fiducia al Governo, si trasferisce definitivamente e unicamente alla Camera dei deputati. Il Senato può avanzare proposte di modifica, ma su di esse la Camera si pronuncia in via definitiva
Viene inoltre introdotto un nuovo sistema di elezione dei senatori (saranno 100 e non più 315 com’era finora): 95 rappresentanti delle istituzioni territoriali eletti dai Consigli regionali e 5 membri nominati dal presidente della Repubblica, che resteranno in carica 7 anni e non più a vita. I senatori trentini e altoatesini (che saranno due per ogni provincia autonoma, di cui un sindaco) verranno eletti dai rispettivi consigli provinciali.
Vengono abolite le Province, come pure il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel).
Alle autonomie speciali potranno essere attribuite nuove competenze.
Urne aperte dalle 7 alle 23. Il quorum non è previsto. L’esito è valido qualunque sia la percentuale degli elettori che hanno votato.
Iniziamo un percorso di avvicinamento al voto, dando voce alle ragioni del sì e del no al referendum costituzionale.
Oggi sentiamo Sergio Divina, senatore della Lega Nord, che domenica voterà no.