Josef Mayr-Nusser, beatificato il 18 marzo 2017

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“Gioia e speranza” per la firma da parte di Papa Francesco del decreto in cui si attesta che presto Josef Mayr Nusser “potrà essere venerato come martire e beato della nostra Chiesa” sono state espresse dal vescovo di Bolzano Bressanone, mons. Ivo Muser. L’ex dirigente dell’Azione Cattolica (1910-1945) che fu condannato a morte in Germania per la sua opposizione al nazismo e morì durante il trasporto verso il lager di Dachau.

La beatificazione che avverrà il 18 marzo 2017 nel Duomo di Bolzano, la sera che precede il giorno dell’onomastico del nuovo beato. Il giorno seguente, solennità di San Giuseppe, celebreremo una S. Messa di ringraziamento per la beatificazione. La ricorrenza liturgica del nuovo beato sarà celebrata per la prima volta il 3 ottobre 2017. 

Papa Francesco, ricevendo in udienza il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha infatti autorizzato la promulgazione del decreto riguardante “il martirio del servo di Dio Giuseppe Mayr-Nusser, laico, ucciso in odio alla fede il 24 febbraio 1945”.

Mayr-Nusser, nato a Bolzano, originario di una famiglia di contadini profondamente credente dell’Alto Adige, divenne dirigente dell’Azione Cattolica della parte tedesca della diocesi di Trento nel 1934. In occasione delle Opzioni in Alto Adige del 1939 si schierò con i ‘Dableiber’, ovvero coloro che, contrari all’emigrazione verso il Terzo Reich, vollero rimanere in Italia e aderì segretamente al movimento antinazista “Andreas Hofer Bund”. Dopo l’annessione dell’Alto Adige-Südtirol alla Zop (Zona d’operazioni delle Prealpi, praticamente annessa al Reich) fu arruolato forzatamente nelle SS e il 7 settembre 1944 partì dalla stazione di Bolzano, per recarsi su di un treno formato da tre vagoni bestiame in Germania, a Konitz in Prussia (oggi Chojnice), presso una caserma di addestramento. Al momento di prestare il giuramento, nonostante i consigli contrari di camerati e superiori, si rifiutò di pronunciarlo, per motivi di coscienza. Fu quindi processato e condannato a morte.Imprigionato, fu poi avviato su un treno merci verso il campo di sterminio di Dachau, ma morì il 24 febbraio 1945 a Erlangen, durante il viaggio, per i maltrattamenti subiti, la fame e la sete. La salma fu traslata a Bolzano nel 1958 e ora riposa nella piccola chiesa di San Giuseppe, a Stella di Renon, sopra Bolzano.

Tra gli altri decreti firmati da papa Francesco, quello sul martirio di Antonio Arribas Hortiguela e sei compagni, missionari del Sacro Cuore di Gesù, uccisi il 29 settembre 1936 durante la Guerra civile spagnola.  

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