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“Ogni volta che varchiamo questa porta, compiamo il gesto evangelico del buon samaritano, a imitazione di Gesù”. Così l‘arcivescovo Luigi Bressan, da mercoledì Amministratore apostolico della Diocesi, ieri nell’atrio dell’ospedale Santa Chiara di Trento dove in occasione della Giornata del malato, ha aperto un’altra significativa porta santa nel Giubileo della Misericordia.
“Apriamo la porta del nostro cuore, per fare esperienza profonda di umanità e tenerezza verso gli infermi” ha pregato Bressan, prima di guidare una processione fino alla chiesa dell’ospedale, dove ha poi concelebrato la S. Messa con l’Unzione degli infermi.
Ore di intensa preghiera, con lo sguardo rivolto agli ammalati e agli anziani anche per il neo-eletto vescovo di Trento monsignor Lauro Tisi. La sua prima giornata dopo la nomina è trascorsa con un’attenzione che è sembrata ricalcare le sue prime parole, appena resa nota la notizia della scelta di Papa Francesco: “Camminerò con chi è nel disagio e nella malattia”.
In tarda mattinata, Tisi ha presieduto la s. Messa all’infermeria del clero, nel Seminario Diocesano, concelebrando insieme ai sacerdoti anziani e ammalati, da sempre all’attenzione dell’ormai ex vicario generale della Diocesi trentina ed ora, in attesa del suo ingresso come nuovo pastore, delegato generale dell’Amministratore apostolico monsignor Bressan.
A metà pomeriggio, altra s. Messa per monsignor Lauro nella cappella dell’ospedale San Camillo, dove finora celebrava la liturgia eucaristica ogni sabato: alla struttura sanitaria animata dalle suore camilliane, Tisi ha sempre dimostrato infatti grande vicinanza.