Storie per misurare il tempo…

C'era una volta, è la frase magica che segna l'inizio della fiaba, del racconto che fa vivere magie, viaggi e avventure, incontrare mostri, guerrieri, eroi e principesse. In una parola, che fa sognare, rapiti dalla voce del cantastorie che crea altre terre, altri mari, altri cieli in cui avventurarsi. Così per secoli, finché l'avvento di cinema, televisione e nuovi mezzi visivi, ha conquistato gli occhi a scapito delle orecchie e l'arte del narrare si è un po' dissolta… un po' ma non del tutto. Il mezzo che, tra alterne vicende, ha mantenuto vivo il piacere dell'ascolto, è la radio: dai grandi sceneggiati radiofonici degli anni '70, che tenevano inchiodati gli ascoltatori alla radio a quella data ora, giorno dopo giorno; fino alle odierne letture dei classici (e non solo) di Ad Alta voce, passando per i grandi film raccontati di Hollywood Party (Radio Rai 3).

Da settembre scorso, su Radio 2 alle 19, va in onda un curioso programma che mette al centro il "raccontare storie", nel senso letterale del termine. Si chiama Pascal, come l'unità di misura della pressione atmosferica e il sottotitolo recita "storie, persone, meteorologia", perché l'intento dichiarato dai suoi ideatori è quello di misurare il tempo che c'è dentro e fuori di noi. E lo fa presentando ogni giorno due storie: una reale, concreta, portata dagli ascoltatori, l'altra raccolta dalla redazione in giro per il mondo da testate italiane e internazionali, dalla rete o dall'editoria, da blog, podcast, biblioteche o archivi; ad unirle un filo conduttore, un punto di contatto, spesso insolito, che le accomuna e fa loro da cornice. Si parte dagli ascoltatori, dalla storia che chiunque di loro (e di noi) abbia voglia di condividere: introdotta dalla voce ipnotica del conduttore, Matteo Caccia, è intercalata da quella dell'ascoltatore che l'ha presentata. Sono storie comuni, di tutti i giorni, piccoli fatti che però hanno suscitato emozioni e hanno lasciato un segno, diventando per questo eccezionali. Intervallata da una colonna sonora spesso originale, la trasmissione prosegue con quella scovata dalla redazione, legata alla precedente dalla lettura suggestiva che ne fa il conduttore. Il tutto si snoda in una interazione continua con il pubblico, che può intervenire via sms, Whatsapp, Twitter e Facebook, dove si possono trovare, in tempo reale, i testi, le foto, le musiche, le curiosità della puntata. Capita, ascoltandola, di perdersi in questo mondo che non si vede ma che si sente, guidati da una calda e sapiente voce che porta in storie che non sono le nostre ma che potrebbero benissimo esserlo, come un pifferaio magico che conduce in luoghi che non si vorrebbero più abbandonare, dentro una radio che non si vorrebbe spegnere. C'era una volta e c'è ancora

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