Per non dimenticare…

Gli studenti della Scuola ladina, mercoledì, hanno dato vita a una mattinata diversa nella scuola in occasione del Giorno della Memoria

Brevi rappresentazioni teatrali, installazioni artistiche, filmati, lettura di testimonianze, musica e molto altro per non dimenticare. Gli studenti della Scuola ladina, mercoledì, hanno dato vita a una mattinata diversa nella scuola in occasione del Giorno della Memoria.

Per l’occasione il dipartimento di Lettere ha coordinato una serie di attività diversificate tra biennio e triennio che hanno occupato un arco di tempo di quattro ore. Per il biennio sono stati proiettati alcuni film tematici seguiti poi da discussione collettiva. Nel triennio (classi terze, quarte e quinte) invece la mattinata è stata trasformata in un percorso strutturato su otto tappe di attività tra pari.

Sono stati gli stessi studenti a proporre momenti di riflessione utilizzando una gamma piuttosto varia di linguaggi. Spesso le aule erano oscurate e gli attori presentavano momenti di vita delle persone rinchiuse nei ghetti e nei campi di concentramento. In altre si tenevano letture continuate di testi di Primo Levi o di altri testimoni diretti dello sterminio.

C’è chi ha composto, come la studentessa Eleonora Dellantonio, un monologo che è stato recitato nella classe mentre lo scenario, formato da una composizione di cubi, cambiava sotto l’azione coordinata dei compagni. Non è mancata, per un liceo artistico, una performance artistica che ricordava fatti particolarmente efferati come il gigantesco rogo di libri del maggio 1933 (Là dove bruciano i libri, si finisce con il bruciare anche gli esseri umani)o le mostruose sperimentazioni sui bambini effettuati dal medico Joseph Menghele.

Al termine un passaggio obbligato in cui ogni studente veniva marchiato con un numero (in ricordo di quello che avveniva nei campi di concentramento) per poi riscrivere le cifre con inchiostro di diverso colore in base alle emozioni provate. Oltre alla bravura degli animatori è da segnalare la partecipazione degli studenti che hanno vissuto l’esperienza con la consapevolezza che purtroppo violenza, guerra e deportazione non sono un ricordo del passato ma anche oggi, in varie parti del mondo se non ai confini dell’Europa, sono riproposte nei tanti focolai di guerra. Il grido disperato “Ditemi voi chi sono. Senza figlio non sono madre. Senza capelli non sono donna. Senza casa non sono cittadina. Ditemi voi che cosa sono. Un numero, ecco cosa sono. Donna più non sono, maltrattata, ritenuta inferiore, picchiata, abusata” è purtroppo attualissimo.

Anche le scuole secondarie di primo grado hanno partecipato al Giorno della Memoria con una grande mostra di lavori svolti dalle varie classi sul tema della persecuzione e dello sterminio non solo riferito a quello ebraico. Successivamente hanno assistito alla proiezione del film “Storia di una ladra di libri”. Una giornata che ha rotto gli schemi tradizionali della scuola per rammentare che deportazione, prigionia, morte sono sempre in agguato.

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