Deleghe, le ripartizioni decise da Rossi

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“La decisione in materia di salute – ha spiegato Rossi in una conferenza stampa convocata in tarda mattina nell’uffici di presidenza – l’ho comunicata all’assessora e la ringrazio qui pubblicamente per i quasi due anni di impegno in Giunta. Sono state fatte cose importanti, tra cui il nuovo piano sulla demenza e l’Alzheimer. Ora è stata fatta una sistemazione di competenze, per adattarle meglio alle finalità programmatiche, la cui garanzia, insieme al mantenimento dell’equilibrio, è nelle facoltà del presidente”.“L’ho comunicato – ha proseguito Rossi – a tutti gli interessati e alle forze politiche e ho registrato condivisione per una decisione che rientra nelle mie facoltà di presidente e rispetta l’equilibrio”. Tecnicamente, come prevede la legge, ha inviato un’informativa al Consiglio provinciale, attraverso il presidente dell’Assemblea, Bruno Dorigatti, “che ho sentito anche personalmente”. Rossi ha spiegato poi che la scelta di Zeni l’ha compiuta “per competenze e attitudini e per la condivisione delle linee programmatiche, che non significa lavorare con azioni precostituite, ma per conciliare le esigenze del territorio con quelle scientifiche del settore”.Sul fatto di non avere preso decisioni su altri assessorati, quali quelli di Tiziano Mellarini e Michele Dallapiccola, come invece era stato chiesto dal Pd, Rossi ha risposto: “Non ho motivo di non ritenere che la decisione da me presa non sia equilibrata. Il presidente ascolta tutti, poi si fa garante dell’equilibrio che sta nella logica politica. La decisione è stata presa e le valutazioni a posteriori lasciano il tempo che trovano. Il lavoro adesso ricomincia, fatta una piccola pausa di carattere politico, e martedì ci sarà la seduta di Giunta. In meno di due anni – ha proseguito Rossi – è stato realizzato tanto. Se guardo la sostanza, e non le sensibilità eventualmente ferite, c’è un governo che governa eccome, portando a compimento riforme attese da qualche tempo”.Sul fatto di avere atteso il dibattito in Consiglio sulla mozione di sfiducia presentata su Donata Borgonovo Re dalla minoranza, che ieri è stata respinta, “l’abbiamo fatto convintamente – ha detto Rossi – ed è stato per la necessità di affermare il principio per cui chi vi parla ha la responsabilità di dirigere la politica provinciale, avendo di fronte come principio quello del bene comune. Deve essere chiaro – ha aggiunto – che la mozione di ieri, anche se accolta, non avrebbe avuto alcun tipo di conseguenza pratica. E noi l’abbiamo respinta proprio per questo. I cittadini hanno bisogno di una politica responsabile, cioè fatta di atti e azioni con conseguenze e non di sola propaganda, com’è anche il referendum sull’orso, che non ha alcuna possibilità di risolvere il problema, ma è appunto solo propaganda. È analogo alla situazione in cui si trova il Governo sulla questione dei profughi, sulla quale per alcuni è comodo dividere la vicenda in due posizioni nette, cioè tra chi li ritiene tutti da aiutare ad ogni costo e chi il contrario, invece serve gestire la questione, parlando di diritti a seconda della condizione di profugo o meno”.Tra le questioni poste nella conferenza stampa, anche quella dell’equilibrio di genere, con una sola donna rimasta in Giunta.“È assicurato dalla presenza di Sara Ferrari – ha risposto Rossi – e non era comunque l’unico parametro con il quale era stata composta la Giunta”.Sul fronte politico, la permanenza in maggioranza dell’ormai ex assessora Borgonovo Re per Rossi resta un auspicio. “Me lo auguro – ha detto -, anche se preferirei che a questo rispondesse lei, e credo che ci sia la possibilità di portare avanti alcuni temi anche stando in maggioranza, com’è importante il collegamento con il territorio”. A proposito infine di timori per ricadute di questa decisione su una parte del Pd o di cedimenti della maggioranza, “non è mio costume averne – ha risposto Rossi – semmai preoccupazione, ma la risposta è purtroppo sempre la responsabilità, lavorando al meglio e garantendo la funzionalità operativa”. La questione potrebbe avere elementi in più, a conferma o meno di ipotetiche ricadute, dopo la riunione del coordinamento provinciale del Pd, prevista per il pomeriggio alle 18 a Trento
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