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Tardano ad arrivare in Trentino i primi segnali di ripresa economica registrati nel resto del Paese ed in particolare nel Nordest.
Lo dicono i dati Istat relativi al secondo trimestre diffusi dalla Cgil trentina.
A marzo il tasso di disoccupazione sale all’8,1% rispetto al 7,2% del primo trimestre del 2014. Peggiora anche il tasso di occupazione che passa dal 65,8% di marzo 2014 al 64,6% dello stesso mese di quest’anno. Gli occupati registrati dall’Istat a marzo risultano 227mila in provincia, circa 5mial in meno rispetto all’anno scorso.
Cala anche il tasso di attività che misura la percentuale di cittadini che lavorano o cercano un impiego sul totale della popolazione tra i 15 e i 64 anni.
Dati che preoccupano, tanto più, a confronto con quelli del Nordest, dove la disoccupazione si attesta all’8% con un calo su base annua dello 0,7% e l’Alto Adige, rispetto al primo trimestre del 2014, registra performance positive sia sulla forza lavoro attiva (+ 1,5%) sia sugli occupati (+ 1,7%), sia sui disoccupati (- 0,4%), pari al 4,8 % degli attivi.
A mitigare le preoccupazioni del sindacato di via Muredei sono i dati dei centri per l’impiego nei primi tre mesi dell’anno. “Il saldo tra assunti e cessati – commenta il segretario Franco Ianeselli – nei primi tre mesi del 2015, sempre negativo all’inizio dell’anno, è decisamente migliore rispetto a quello dello stesso periodo del 2014, con oltre 4 mila posizioni lavorative perse in meno. Allo stesso tempo calano anche gli iscritti ai centri per l’impiego”.