L’associazione di Rovereto, 25 anni di impegno accanto ai missionari
Il Gruppo Autonomo Volontari (Gav) di Rovereto ha festeggiato da poco i suoi 25 anni di giovinezza ed entusiasmo e può contare sul lavoro e la presenza di poco più di una ventina di persone, ognuna delle quali è impegnata nel sodalizio a partire dalle proprie competenze specifiche professionali (tecniche, mediche, artigianali). Inoltre ha il supporto di una trentina di amici e sostenitori che seguono i progetti e le iniziative con contributi finanziari e un interesse più saltuario, ma costante.
La missione precipua del Gav è quella di seguire e sostenere l’opera di vari missionari della Val Lagarina, ma non solo, che sono presenti da anni nei subcontinenti impoveriti, un legame degli affetti e un’apertura verso il mondo grande. Dal 1989 questo gruppo roveretano si è lanciato in tanti progetti – come osserva Maria Grazia Sighele che è presidente e responsabile organizzativo – e davvero a scorrere sommariamente i territori e le popolazioni interessate e coinvolte suscita un moto di emozioni e di orgoglio pensando soprattutto alla gente con cui si è venuti in contatto. E sono tanzaniani, filippini, cileni, brasiliani, sudafricani… un caleidoscopio di provenienze e di culture a dimostrazione della vastità degli interessi. E se ogni settore e campo è stato investigato a partire dalla concretezza delle azioni di solidarietà rispondendo agli appelli provenienti da quelle terre lontane, è nell’area della scolarizzazione –dell’istruzione e della cultura – che il Gav ha sempre insistito con convinzione. “Consci del fatto – sottolinea Maria Grazia Sighele – che la cultura porta alle persone dignità, libertà e indipendenza del pensiero per gli adulti del domani che affronteranno la vita con maturità e consapevolezza nei confronti dell’avvenire proprio e degli altri”. Con un denominatore comune, una convinzione di fondo: “Che chi dona riceve molto più di quello che dà!”.
“Nel corso degli anni – dice Sighele – abbiamo imparato a provare sensazioni fortissime che ci fanno riflettere sul modo di condurre la nostra esistenza quotidiana, dove talvolta l’aridità dei rapporti fa da padrona!”. E’ uno sfogo e al contempo un messaggio preciso e inconfondibile: “Abbiamo ricevuto amicizia e amore, non solamente dai nostri missionari, ma soprattutto dalle persone che hanno ricevuto beneficio dalle opere eseguite. E questa è la cosa più gratificante del nostro operare che ci motiva verso progetti futuri per aiutare i più deboli ad avere una vita dignitosa, sana e indipendente!”.
Un’altra caratteristica del Gav è quella di non coltivarsi come un gruppo chiuso col rischio di essere autoreferenziale. La collaborazione e la sinergia con altri volontari si è rivelata utilissima e funzionante. Tre anni fa in occasione della campagna “L’Africa cammina con i piedi delle donne”, che aveva, tra l’altro, come scopo la sensibilizzazione per il Nobel per la Pace alle donne africane, si è lavorato assieme agli Amici di Casa Mihiri, ad Africa Tomorrow, al Melograno e all’associazione Bazzoni-Spagnolli.
Da quel momento il comitato che si è formato diventa una fucina di idee e di iniziative anche di carattere locale con interventi diretti alle nuove povertà trentine dal momento che sono convinti – come ci dicono – che “la solidarietà lontana non può esistere se non c’è anche la solidarietà vicina”. E il fare rete tra le diverse associazioni significa saper guardare oltre i propri progetti per sentirsi in qualche maniera parte di una comunità che opera per le stesse finalità e condivide gli stessi intenti ideali: superare o almeno attenuare le diseguaglianze, battersi perché tutti abbiano le stesse possibilità, il riconoscimento dei diritti sostanziali di ogni persona umana in quanto essere umano, dal di là della provenienza.