omofobia

Arriva in aula giovedì 18 settembre il disegno di legge antiomofobia che ha segnato il dibattito politico delle ultime settimane, anche dopo l'intervista dell'Arcivescovo Bressan a Vita Trentina. La settimana scorsa ha registrato un'intesa fra i capigruppo della maggioranza (Baratter per il Patt, Manica per il Pd, Passamani per l’Upt, Detomas per l’Ual, cui si è aggiunta anche Bottamedi del Gruppo misto), attorno ad un alcuni emendamenti. Sono state tolte alcune norme come l’impegno degli enti locali a favorire il coinvolgimento delle associazioni locali impegnate sui temi della discriminazione per orientamento sessuale; il sostegno della Provincia ad azioni di sensibilizzazione riguardanti il pluralismo sessuale e l'identità di genere, con particolare riguardo all'affettività e alla sessualità".

In materia di lavoro, si prevede l'aiuto alle persone esposte alla marginalizzazione o esclusione lavorativa, ma senza la dizione "in particolare delle persone transessuali e trans gender".

La Provincia predispone linee guida – e non "promuove" – l'adozione di comportamenti ispirati al rispetto dell'orientamento e dell'identità sessuale o di genere. Propone – e non "attua" attività formative, propone – e non "promuove" – l'aggiornamento specifico del personale.

Viene tolta anche la previsione di privilegiare strumenti educativi e formativi innovativi per raggiungere il pubblico e in merito all' osservatorio sulle discriminazioni, non si prevede un soggetto nuovo, ma una nuova funzione per l'osservatorio delle pari opportunità.

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